Il file è davvero danneggiato? Come capirlo in due minuti
Quando un programma dice "file danneggiato" sta dicendo una cosa sola: io non riesco ad aprirlo. Non sa distinguere fra un file rotto, un file di un altro tipo con l'estensione sbagliata e un file che non contiene affatto ciò che credi. Sono tre situazioni con tre soluzioni opposte, e cercare un programma di riparazione prima di aver capito quale sia è il modo più rapido per perdere un pomeriggio.
Questi tre controlli si fanno con quello che hai già installato, in pochi minuti, e in genere chiudono la questione.
1. La dimensione del file
Tasto destro → Proprietà, e guarda i byte. È il controllo più informativo di tutti:
- 0 byte (0 KB): il file non contiene nulla. Non c'è niente da riparare — nessun programma al mondo può ricostruire un contenuto che sul disco non c'è. Si passa direttamente alla ricerca di una copia: cosa fare se il file è diventato 0 KB.
- Molto più piccolo dell'originale (sai che pesava 4 MB e ne pesa 900 KB): è troncato, cioè il trasferimento o il salvataggio si è interrotto. Qui c'è quasi sempre qualcosa da recuperare: nei formati con l'indice in coda — .xlsx, .docx, .zip, .pdf — la parte iniziale è integra e l'indice si ricostruisce.
- Dimensione normale: il contenuto c'è tutto. Il danno, se c'è, è localizzato: qualche byte di intestazione o un componente interno. È il caso con le probabilità di recupero più alte.
2. I primi byte: cos'è davvero questo file
Ogni formato si presenta con una firma iniziale, e l'estensione nel nome non c'entra nulla: è solo un'etichetta che chiunque può cambiare. Per leggere la firma basta il Blocco note: apri il file (non salvare, e per file enormi evita), guarda i primissimi caratteri e confronta:
| Cosa vedi all'inizio | Cos'è davvero |
|---|---|
%PDF-1. | un PDF vero |
PK seguito da caratteri strani | un archivio ZIP: .xlsx, .docx, .pptx, .ods o uno zip |
ÐÏ à¡± (o simili illeggibili) | un documento Office vecchio stile o un .msg di Outlook (OLE2) |
<!DOCTYPE html o <html | una pagina web, non un documento |
{\rtf1 | un documento RTF |
| testo che riesci a leggere, con punti e virgola | un CSV o un file di testo |
Se la firma non corrisponde all'estensione, hai trovato il problema: il file non è rotto, è etichettato male. Un .xlsx che comincia con ÐÏ è un vecchio .xls rinominato: rinominalo indietro e si apre. Un .pdf che comincia con <html non è un PDF rovinato: è la pagina di errore che il server ha restituito al posto del documento (sessione scaduta, link morto) — va riscaricato, perché il PDF in quel file non c'è mai stato.
3. I casi che sembrano un danno e non lo sono
Prima di dichiarare rotto un file, escludi questi quattro. Sono frequentissimi e si risolvono in un minuto:
- File scaricato e bloccato da Windows: Office lo apre in Visualizzazione protetta o rifiuta di aprirlo. Tasto destro → Proprietà → in basso Sblocca → OK, e riprova.
- Estensione sbagliata: il caso del controllo 2 qui sopra. Cambiare estensione non ripara nulla, ma far coincidere il nome col contenuto reale sì.
- Un CSV che Excel interpreta male: accenti diventati simboli, tutto in una colonna, o il curioso errore "è un file SYLK" se la prima intestazione è "ID". Il file è integro: cambia il modo di aprirlo (Dati → Da testo/CSV).
- Un allegato winmail.dat: non è un file da riparare, è la busta con cui Outlook ha impacchettato gli allegati veri. Si risolve dal lato di chi ha inviato.
Se è danneggiato davvero: dov'è il danno decide tutto
Nei formati che ci interessano il contenuto vero è quasi sempre più robusto della struttura che lo indicizza, e questo è il motivo per cui tanti file "irrecuperabili" tornano a posto:
- Danno all'intestazione (i primi byte): tabelle .dbf di FoxPro, .doc e .xls vecchio stile. I dati sono tutti lì: si riscrive un'intestazione corretta e il file si riapre.
- Danno all'indice in coda: .xlsx, .docx, .pptx, .ods, .zip, .pdf. È la prima cosa che si perde in un download interrotto, e si ricostruisce leggendo i pezzi ancora presenti nel file.
- Danno al contenuto: qui l'onestà è d'obbligo. Quello che è stato sovrascritto non torna; si recupera il resto, e la parte perduta va detta, non nascosta.
Farlo fare al diagnosta, invece che a mano
I tre controlli sopra sono esattamente ciò che fa il diagnosta di FileSano quando trascini un file nella pagina principale: legge dimensione e firma, ti dice il tipo reale, segnala se l'estensione non c'entra, individua dove sta il danno e — quando è riparabile — quanto è recuperabile. Tutto nel browser: il file non viene caricato da nessuna parte, cosa che conta quando parliamo di fatture, email e archivi di clienti.
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